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Campanini (Sinistra per Siena): ''Sei Toscana, assurda e illegittima richiesta aumento compensi''

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Ernesto Campanini chiede le dimissione del Cda di Sei Toscana

ernestocampanini650"Le notizie che tutti noi abbiamo appreso dai giornali sulla questione dell’aumento dei compensi chiesto dagli amministratori di SEI Toscana, hanno scandalizzato tutta la città ma il Comune di Siena – di cui SEI è una partecipata – non intende discuterne pubblicamente ed ha respinto la mia richiesta di un semplice intervento in Consiglio Comunale. Evidentemente non si deve parlare di questo ulteriore scandalo che riguarda la società incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti nel sud della Toscana". Così un intervento di Ernesto Campanini, consigliere comunale di “Sinistra per Siena”.
 
"Ha destato sorpresa e soprattutto ha fatto arrabbiare i cittadini - prosegue Campanini -, non solo il fatto che qualcuno abbia avuto il coraggio di chiedersi un aumento di stipendio quasi oltraggioso nei confronti del resto dei cittadini e di quelle imprese che fanno fatica a pagare la Tari, ma soprattutto perché nessuno dei membri del Consiglio di Amministrazione, compreso quelli che hanno votato contro l’aumento dello stipendio, si è reso conto che la delibera era semplicemente illegittima.

Nessuno si è ricordato che Sei Toscana è commissariata per una presunta corruzione nella gara di affidamento del servizio per 3,5 miliardi di euro! C’è voluto l’intervento del Prefetto Gradone a ricordare che la delibera non doveva nemmeno essere richiesta, ricordando che “i proventi del contratto di servizio, rientrano tra i poteri dispositivi affidati all’amministrazione straordinaria”.
Mi chiedo dunque se coloro che siedono nelle poltrone del Consiglio di Amministrazione di SEI Toscana, alcuni con esperienze decennali nelle partecipate del nostro comune, si siano interrogati sulla legittimità della delibera, percependo anche il gettone di presenza.

Quindi hanno fatto una pessima figura non solo coloro che hanno fatto questa richiesta, ma anche quelli che non hanno impedito la votazione. Un errore clamoroso che non può assolutamente passare inosservato e che la nostra amministrazione dovrebbe immediatamente stigmatizzare chiedendo le dimissioni immediate di tutto il cda di SEI Toscana.

Non bastano le parole del sindaco Valentini! Arrivano in gravissimo ritardo, nei riguardi di una società di cui ha sempre gloriato i risultati e la gestione.
Anche lui sembra aver contribuito alla progressiva crescita in SEI delle quote private che hanno superato la partecipazione pubblica dei Comuni: è superfluo dire che il pubblico non conta più assolutamente nulla all’interno della gestione dei rifiuti. L’interesse del privato ha surclassato quello del pubblico, grazie a politiche perdenti di privatizzazioni dei servizi, dove si sono create anomalie come gli esempi delle partecipate miste pubbliche- private che hanno provocato il peggioramento dei servizi e l’innalzamento dei costi: le società private che investono vogliono trarne profitto in un regime di totale assenza di concorrenza gravando sulle tasse di cittadini e imprese.

Chiedo quindi semplicemente - conclude Campanini - che si riveda totalmente la politica della gestione dei rifiuti: bisogna tornare ad una gestione sub provinciale e che sia sotto il controllo e in gestione totalmente pubblica".

 
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