Domenica, 19 Agosto 2018
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Alessandro Vigni (Sinistra per Siena-Potere al Popolo): ''Università: un problema ed una risorsa''

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alessandrovigni3"Nonostante il panorama nazionale sconfortante l’Università di Siena è ancora una delle eccellenze della nostra città. Dopo una profonda crisi dovuta a gravi errori di gestione – per i quali pochissimi hanno pagato – l’Università è tornata con i conti in ordine ed è tornata ad assumere giovani ricercatori". Così l'inizio di un intervento di Alessandro Vigni, candidato sindaco di Sinistra per Siena e Potere al Popolo.

"La crisi tuttavia non è del tutto superata principalmente per le ferite della politica governativa: blocco del turn over ed invecchiamento del corpo docente e del personale tecnico amministrativo provocano effetti evidenti sull’attività di ricerca.
Da un punto di vista più propriamente politico il gruppo dirigente dell’Università di Siena non ha fatto alcunché per contrastare la deriva falsamente meritocratica e stupidamente aziendalistica imposta dal livello governativo e non si è distinto dal panorama nazionale. Prosegue la competizione fra atenei e anche tra dipartimenti e corsi di laurea dello stesso ateneo col risultato di un appiattimento conformista.
L’università, gli studenti, i docenti, i tecnici e gli amministrativi sono una straordinaria ricchezza per la città. Uno studio recente stima in circa 10.000 euro all’anno la spesa di uno studente fuori sede; di questa cifra meno del 15% è costituito da tasse universitarie. All’economia della città ogni studente porta in dote più di 8.000 euro. Per molte attività commerciali e pubblici esercizi è la spesa degli studenti fuori sede che permette di rimare aperti e produrre reddito. E questa è una spesa non stagionale, ma costante tutto l’anno. Diminuisce solo d’estate, quando è compensata dal maggiore afflusso turistico. A questo va aggiunta la spesa diretta dell’università per convegni e congressi, e quella dei relativi partecipanti, che rappresenta una cifra non poco significativa nel bilancio dell’economia cittadina.
C’è poi una effetto indiretto: non solo il lustro che l’Università fornisce alla città, ma il fatto che il territorio diventa un attrattore per imprese hi-tech, un potenziale incubatore di nuove iniziative imprenditoriali, la fonte principale di spillover conoscitivi che arricchiscono il capitale umano.
Ma negli ultimi anni il Comune si è distinto per l’assenza di una politica progettuale per l’Università. L’autonomia dell’Università, che è una garanzia per tutti, va pienamente riconosciuta e difesa. Ma Università, Comune e Regione devono cercare più intensamente canali di concertazione per valorizzare il patrimonio attuale ed aumentare le ricadute positive che la didattica e la ricerca possono avere sul tessuto culturale ed economico della città.
Il Comune dovrà essere fortemente e totalmente innovativo per mettere in campo un progetto complessivo da concordare con le istituzioni universitarie e l’azienda del Diritto allo studio Universitario, infelicemente accentrata a livello regionale. Ecco alcuni possibili campi di intervento:
Politica edilizia. Aumentare i posti letto per gli studenti specialmente nel centro storico sia attraverso interventi del DSU (ad esempio riaprendo la residenza di Via del Porrione) che con convenzioni con soggetti privati. Programmare congiuntamente tra Università e Comune l’uso o la riconversione di grandi immobili presenti dentro il centro e fuori, così da rendere sempre più funzionali collegamenti e relazioni tra le varie sedi universitarie.
Politiche di orientamento. Affiancare l’università con attività di orientamento verso gli studenti che provengono da altre regioni, per incentivarne l’afflusso verso un’Università eccellente ed una città bella ed accogliente. Ciò porterebbe benefici per l’aumento degli studenti fuori sede e per veicolare la città anche in termini turistici.
Università e turismo. C’è una spesa turistica indotta dagli studenti fuori sede, ad esempio quella dei parenti che visitano gli studenti durante il ciclo universitario. Si potrebbero programmare iniziative per incrementare questi flussi nei periodi più vuoti della stagione turistica.
Università, Comune e innovazione. Sviluppare l’idea della Smart City estendendone il concetto all’innovazione tecnologica ed amministrativa, per dotare la città di strumenti sempre più avanzati per il governo del territorio, per la gestione delle funzioni pubbliche, per l’applicazione delle più avanzate tecniche informatiche. Chi meglio dell’Università può aiutare il Comune ad essere un protagonista moderno dei processi di cambiamento?"
 
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