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Amministrative Siena 2011, intervista a Laura Vigni

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lauravigni1SienaFree.it intervista Laura Vigni, candidata a sindaco di Siena alle prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, per la lista Sinistra per Siena.

Qual è la storia personale di Laura Vigni?

''Sono nata nel 1953, sono una pensionata del Comune di Siena dove ho lavorato dal 1981 fino all'ottobre scorso. Sono nata a Siena ma vengo da una famiglia contadina, eravamo a Monteliscai nel podere del Serraglio, poi come molti contadini dell'epoca ci siamo trasferiti in città. Ho fatto il Classico, poi Lettere appena aperta, poi il dottorato di ricerca in Storia a Perugia. Ho fatto la giornalista, ho scritto molto sul Nuovo Corriere Senese, poi in tv con le prime televisioni locali, poi nell'81 sono entrata con un concorso in Comune come addetta stampa fino al 1997, quando è stato aperto l'Archivio Storico del Comune, dove ho potuto sfogare la mia grande passione per la storia. Con grande impegno, anche in un locale totalmente inadatto, ho fatto di tutto per farlo diventare un'istituzione importante della città e proiettarlo all'esterno. L'idea di candidarmi è venuta fuori improvvisa: facevo parte di Sel, poi abbiamo avuto un conflitto con la dirigenza locale e abbiamo costituito il Circolo Città Domani. Ho partecipato al movimento studentesco, sono stata nel comitato federale del Pci per tanti anni, non sono una novellina della politica, ma il tavolo del centrosinistra è stato chiusissimo nei nostri confronti, non ha accettato sul piano programmatico alcuni orientamenti secondo noi fondamentali. Chiusa questa possibilità, si poteva andare al mare come erano propensi a fare molti elettori di sinistra che non si ritengono rappresentati, oppure fare questo tentativo un po' coraggioso, e qualcuno ci ha detto anche di peggio. Ma tanto cosa rischiamo? Siamo un gruppo di cittadini di sinistra che vogliono dare un contributo: rischiamo di non avere finanziamenti? Tanto non ce li hanno mai dati. Diciamo che negli ultimi anni la politica di questa città ha fatto l'interesse di poche persone dietro il paravento della Sinistra. Non è nemmeno una novità per Siena, negli anni un po' prima del fascismo a Siena c'era la cosiddetta Consorteria fatta da massoni, un po' di clericali, monarchici, grossi proprietari terrieri aristocratici: comandava tutto e nei giornali dell'epoca se ne parla, a capo c'era Bruchi, il Provveditore del Monte dei Paschi''.

Com'è la “sua” Siena?

''Frequento le istituzioni culturali. Conosco bene i problemi della Biblioteca comunale, degli Intronati, dei Rozzi. Ma ho anche due nipoti sotto i 30 anni che mi permettono di avere una finestra aperta sulla situazione dei ragazzi a Siena. Prendiamo Pantaneto: io propongo di prolungare l'orario di apertura dei locali notturni, e così anche per le contrade. E' assurdo chiudere all'1 quando si sa benissimo che i ragazzi non vanno a letto prima delle 4, se chiudi i locali si riversano sulla strada. Nello specifico lì bisogna che la sorveglianza sia maggiore, c'è stata una tolleranza eccessiva nei confronti di certi comportamenti che sono reati e dunque vanno perseguiti con strumenti adeguati. E' una realtà ai limiti, i cittadini hanno le loro ragioni, nel centro storico non si può sentire fracasso sotto le finestre, ma bisogna anche tenere conto che il nostro centro per fortuna è vivo, dove non ci sono questi problemi c'è una città morta''.

La sua “visione” per la Siena dei prossimi cinque anni.
''Partiamo da qui: se vogliamo continuare ad avere una popolazione universitaria che sia attratta dalla città, dobbiamo essere in grado di non offrirgli un museo ma luoghi di ritrovo; credo poi che ai giovani si debbano offrire più spazi per fare musica, teatro: l'idea è di mettere a loro disposizione i grandi edifici che si svuoteranno, combattendo la tentazione di trasformarli in case. Immagino una città che si ferma un po', rispetta il paesaggio che abbiamo e riqualifica quello che c'è''.

Il provvedimento-simbolo, il manifesto, della sua azione di governo.
''Ritengo che la cosa fondamentale sia arrestare questa espansione edilizia, riflettere e riqualificare dal punto di vista delle energie rinnovabili e delle nuove fonti energetiche, anche utilizzando la ricerca scientifica e le soluzioni tecniche più nuove per fare di Siena la città del risparmio energetico, una cosa che negli ultimi anni è stata completamente trascurata. Prendiamo l'edificio in costruzione in fondo a viale Sardegna: cento anni fa lì non ci avrebbero fatto un podere neanche a pagarli, quanto costerà riscaldare quegli appartamenti? Pensare a questo settore è anche un'occasione per creare posti di lavoro attraverso aziende artigiane e la formazione di personale specializzato''. 

Le priorità, il programma dei cento giorni.
''Farei subito l'ascensore per la risalita dalla stazione all'antiporto. Si può dire che è un provvedimento di categoria? Ma i disabili in questi anni sono stati così ignorati... Ci fosse l'ascensore, anche gli anziani - comunque in difficoltà sulle scale mobili - potrebbero approfittare di un'opera così grande''.

lauravigni5Un pregio e un difetto dei dieci anni di amministrazione-Cenni.
''La riqualificazione del Parco del Tiro a segno è stata un'ottima cosa. L'amministrazione in questi dieci anni ha fatto molte cose positive, e mi viene in mente anche il completamento del restauro del Teatro dei Rinnovati, un lavoro molto complesso e importante, soprattutto visto il grande significato che ha, dentro il cuore del Palazzo Comunale. E buone iniziative ci sono state anche in altri settori, come il sociale. Ma i difetti sono moltissimi: il principale nel distacco tra il Comune e la città, perché c'è stato un governo un po' chiuso nelle stanze e spesso in conflitto inutile con la città. Non è stato risolto il problema drammatico del traffico nel centro storico: anche per i turisti è un'immagine della città pessima, come per il ritiro della spazzatura. Fare scelte su questi temi significa scontentare qualcuno a cui bisogna chiedere anche un piccolo sacrificio, bilanciato dall'immagine della città che va a vantaggio di tutti. Si era parlato di taxi merci elettrici per il trasporto collettivo ai negozi più piccoli, invece di far entrare un camion per ogni ditta. E parlando di turismo, cercherei di evitare di diventare come San Marino: c'è stato appiattimento in questi negozietti che si sono affollati a Siena come resto del mondo che danno un'idea di sciatteria, anche se il turismo di massa va supportato. E poi c'è bisogno di qualche struttura in più, magari pensate meglio del parcheggio di Santa Caterina: come si può non aver studiato quello che tutti sapevano, che ci sono sorgenti che buttano acqua in continuazione?''.

Meno soldi dalla Fondazione almeno per qualche anno: idee per non far calare il livello di vivibilità

''Sicuramente in questi anni tanti soldi sono stati spesi non bene nel periodo delle vacche grasse, ma è inutile rivangare. Credo che la Fondazione debba distribuire una certa quantità di utili, indispensabili anche per poter portare a compimento opere già iniziate che non possono essere interrotte. Va fatta però con coraggio una selezione perché alla distribuzione degli utili si leggono mille rivoli e mille piccole associazioni che prendono cifre ridicole, che però messe insieme fanno tanto: si può decidere per un anno di sospendere questa distribuzione alle piccolissime associazioni, puntando su investimenti che servano allo sviluppo della città. Un provvedimento che forse susciterebbe reazioni più negative che positive, ma in tempi di vacche magre bisogna stabilire che l'interesse prioritario è quello della città, selezionando i progetti maggiormente in grado di portare lo sviluppo. Noi abbiamo proposto un sostegno all'impianto delle fonti rinnovabili nelle case e nelle aziende: può essere anche una fonte di lavoro e ci permetterebbe di andare in una direzione ecologica. La divisione di questi fondi per acquisire consenso per qualche tempo non si potrà fare, altrimenti è un danno per la città''.

Idee per accendere altri settori dell'economia cittadina.
''Non si può continuare a vivere di Monte dei Paschi, pubblico impiego e turismo. Ci sono settori che sono stati trascurati. Innanzi tutto l'industria che effettivamente è in difficoltà, la Whirlpool è una delle ultime attività rimaste. Ma bisogna partire da quello che già abbiamo, vedi la grande tradizione nella ricerca farmaceutica: vanno chiariti bene i rapporti con Novartis per capire a che sviluppo pensano a Torre Fiorentina, a quale ricaduta occupazionale, perché non si riduca tutto a una speculazione edilizia. E poi d'intesa con Comune, Camera di Commercio e Associazione Industriali, studiare anche nuovi insediamenti industriali nel Comune. Ma con la promozione degli enti locali, non lasciato alla libera iniziativa, perché c'è una crisi tale che il privato non ha la spinta. E poi penso al settore dell'agricoltura: anche se nel nostro comune i terreni agricoli si sono fortemente ridotti per l'espansione edilizia, ci sono i margini per agricoltura biologica, rimboschimenti e interventi di tutela del paesaggio, che anche in questo caso possono diventare occasioni di lavoro''.

Rapporto con Banca e Fondazione.
''Il Comune, che attraverso la Fondazione è uno dei proprietari della banca, rappresenta la cittadinanza e deve chiedere il massimo rendimento, nel rispetto della legge. Non deve ingerire nella gestione, deve nominare tecnici professionisti, banchieri, deve essere il Comune a fare il banchiere: in questi anni c'è stata una commistione per cui il bancario è divenuto banchiere in un intreccio in cui i risultati parlano da soli. Serve che il sindaco faccia l'amministratore, che delega ad altri la cura degli interessi della banca. Altra cosa è la Fondazione, che diventa anche uno strumento per orientare investimenti a favore della città: va mantenuto il rapporto stretto come è, magari avendo un po' più di prospettiva nella scelta e destinazione dei grandissimi investimenti: il grosso investimento nel settore idrico non mi è parso andare in questo senso, in un momento in cui dobbiamo imparare non a consumare di più ma a usare meglio le risorse idriche e a evitare la dispersione, sfruttando e gestendo meglio le risorse che abbiamo qui''.

Scotte, Sanità: cosa c'è da migliorare e cosa può fare il sindaco?
''C'è una gestione interna che ha molti punti di criticità. Una gestione familistica che ha per anni bloccato l'adozione della medicina robotica: ci sono caduti due direttori generali, e poi vengono raccolte le firme? Non credo che quello sanitario sia il principale problema delle Scotte: l'organizzazione interna tende sempre più a favorire le attività di libera professione, a svantaggio dei cittadini che hanno diritto all'assistenza sanitaria; poi c'è la riduzione del personale e la scelta delle figure chiamate a dirigere solo in nome di preferenze politiche. Penso infine che alle Scotte sia necessario un grossissimo intervento per risolvere il problema del parcheggio: la cosa più ragionevole è verificare dal punto di vista tecnico la possibilità di sostituire il Fast Park con un edificio esclusivamente destinato alla sosta. E' possibile che non si possano prevedere parcheggi interrati?''.

lauravigni3Università: i perché del passato e le idee per il futuro.
''Il passato: c'è stata un'amministrazione assolutamente imprevidente, diciamo così, superficiale, che ha fatto il passo più lungo della gamba. Noi abbiamo chiesto che i rinviati a giudizio, se condannati, siano chiamati anche al risarcimento dei danni all'università. Ci sono tante responsabilità, anche degli enti locali che nominavano i loro rappresentanti cda, i revisori dei conti... dunque le responsabilità tecniche, ma ci sono anche quelle sindacali e probabilmente anche politiche. La linea annunciata da Riccaboni, inevitabile, è quella giusta di ridurre i corsi di laurea che erano stati creati per dare posto a un professore. Il personale attuale è effettivamente sproporzionato e eccessivo rispetto agli standard di altre università. Per il futuro credo che sia necessario selezionare, togliere i rami secchi che appesantiscono e puntare sull'eccellenza, evitando che se ne vadano i professori migliori. Qualche anno fa Siena veniva definita la Oxford d'Italia, nel frattempo questo patrimonio è stato sputtanato. Recuperiamo sul piano economico, ma puntiamo sempre sull'eccellenza. Alcune facoltà sono sempre state un fulcro: Giurisprudenza, Medicina, ora anche alcune facoltà scientifiche; Lettere ha un patrimonio enorme a cui non dobbiamo far scontare il fatto che nel settore umanistico girano pochi soldi. Si devono fare sacrifici, ma soprattutto da ora in poi non devono più essere fatti sprechi: quanto fatto dal direttore amministrativo Miccolis, chiamato in un momento in cui era chiaro che serviva un risanamento, non ha dato il buon esempio''.

La più importante risorsa cittadina è la cultura: cosa cambiare/migliorare?
''Si deve dare una sterzata al Santa Maria della Scala, il recupero è troppo lento. Deve avere una direzione culturale di altissimo livello e che fa le scelte con una prospettiva che guarda ai prossimi anni ed una visione in grande. Bisogna trasferirci la Pinacoteca prima possibile, riprendere un buon rapporto con le soprintendenze che il Comune in questi anni ha perso: solo così si può gestire al meglio un'operazione come questa. E così i rapporti con la Curia. Bisogna che una parte del museo sia un ''museo di sè stesso'', non si può cancellare la memoria dello Spedale rendendo il museo quasi asettico, è un percorso da valorizzare e non da cancellare o da lasciare solo agli affreschi del Pellegrinaio. Nel complesso, può essere una grandissima occasione per dare lavoro ai giovani nel settore culturale. E' il contenitore ideale per mostre programmate a lunga scadenza, non solo nel giro di un anno. L'idea di lanciare la candidatura a capitale della cultura può essere un grande stimolo per sollecitare la messa in moto di tutte le energie culturali della città, ma va molto commisurato agli obiettivi, puntando più sulle strutture piuttosto che su iniziative effimere che durano un giorno e poi non lasciano niente''.

Buona parte dell'economia si basa sul turismo: su cosa è possibile lavorare?
''Valorizzare il patrimonio culturale, sfruttarlo con idee originali che siano accattivanti per un turismo anche vario che coinvolga anche le famiglie e i ragazzi. Articolare molto bene l'offerta, quindi: in questo settore la gestione della giunta Cenni non è stata male grazie alla fattività dell'assessore Cinelli. Il trekking urbano è stata una bellissima iniziativa: servono idee così. In città ci sono almeno 15 splendide chiese che restano chiuse ai turisti perché non c'è modo di tenerle aperte: facciamo rete, anche se sono della Curia, perché sono un patrimonio della città. I costi per tenerle aperte sono solo nel consumo della luce e nel personale. E' giusto valorizzare la Francigena, ma perchè non facciamo un ''percorso dell'anima'' a Siena con queste chiese?''.

Palio: c'è qualcosa da cambiare nella gestione della macchina e della Festa?
''Niente... Un po' di dubbi ce li ho sul protocollo dei cavalli, rivedrei un po' di rapporti con gli allevatori: sono stati attirati anche personaggi che col Palio non c'entrano niente e lo sfruttano solo dal punto di vista economico. Dobbiamo continuare a essere garanzia della tutela dei cavalli, richiamando con maggiore forza forse la responsabilità delle contrade. Sul resto la macchina comunale funziona benissimo, poi sono di quelli secondo cui del Palio meno si parla e meglio è. Sono rammaricata sulla vicenda Unesco, soprattutto perché la Brambilla non ha capito che non si trattava di mettere tra i patrimoni una corsa di cavalli, ma un modello di vita legato alla vita delle contrade, un modello sociale che andrebbe posto tra i beni immateriali. Per un ministro del turismo... non facciamo commenti''.

Centro, periferia, dintorni: cosa non funziona? La sua idea di città.
''Giustamente alcune funzioni dal centro sono state decentrate nell'immediata periferia e questa è una tendenza inevitabile, meglio anche per il traffico. Abbiamo già parlato della vivibilità del centro, che può essere vivacizzato con le abitazioni: molti di questi spazi che si liberano devono offrire case. C'è un grosso problema coi prezzi esagerati delle case, può essere un'occasione per aumentare numero abitazioni in centro. Certo, il centro deve avere maggiori limitazioni per gli accessi e un numero non eccessivo di passaggi dei mezzi. Periferie: alcune sono state trascurate in questi anni. I lavori che ci sono da anni a San Miniato, ancora non sono finiti: il tecnico del Comune che fa la gara ha molti margini nel capitolato per evitarlo, indicando i requisiti della ditta con meccanismi più veloci per passare da una ditta a un'altra. Anche il Petriccio è un quartiere che è stato molto trascurato. Gli interventi verso le periferie sono un po' occasionali, anche se la presenza delle circoscrizioni doveva servire a rappresentare meglio i loro bisogni: figuriamoci ora che non ci saranno più... Proporremo che si costituiscano nei quartieri dei comitati di raccordo con l'amministrazione''.

Infrastrutture: le priorità irrinunciabili e realisticamente fattibili nei prossimi cinque anni.
''L'aeroporto di Ampugnano no. Credo che ragionevolmente bisognerebbe usare meglio la ferrovia, riuscire a far funzionare anche una ferrovia a binario unico come metropolitana di superficie, come la chiamano, concordando passaggi cadenzati in questa area che arriva fino ai comuni limitrofi. Poi bisogna parlare col Comune di Monteriggioni: la situazione a Fontebecci e all'ingresso della strada Fiume pone problemi grossi che vanno studiati meglio a tavolino coi tecnici. Un riassetto viario va studiato, a partire dalla strada fiume, e anche del trasporto pubblico: i tagli sono stati imposti, però le disponibilità si sono trovate per il nuovo cda...''.

Stadio: Rastrello (ed eventualmente come) o altrove?
''Al Rastrello, sistemando le tribune, prevedendo anche una bella copertura con un'architettura contemporanea di qualità. Si può scavare sotto al Rastrello, è tutto terreno di riporto degli anni '30. Sotto si può costruire tutto il tipo di attività che servono e concordare con la società forme di gestione, dandolo in concessione per un certo numero di anni scomputando i lavori. Lo stadio all'Isola d'Arbia porrebbe problemi enormi di viabilità, la strada nuova taglierebbe la zona delle colline, che secondo me è un affronto al paesaggio, preludio della città dell'Arbia che per me è assurda: vorrei sapere chi ci va in queste case, un'operazione buona solo per gli speculatori edilizi, peraltro un settore dove si fa riciclaggio di denaro sporco, le infiltrazioni mafiose in Toscana sono accertate''.

lauravigni6Nel momento in cui si parla di rivitalizzare Siena, non temete di passare come la forza politica del 'no'?
''Penso che sia esattamente l'opposto, per rivitalizzare Siena bisogna evitare che vengano fatti danni irreversibili''.

Non temete di rimanere schiacciati da tutto il resto della sinistra?
''Penso di avere il mio spazio tra un elettorato tradizionale di sinistra, che non era più andato a votare perché non ha fiducia nelle persone proposte, e uno che non ha una propensione ideologica particolare ma che è interessato a tutelare l'ambiente, ad avere più rispetto per paesaggio ed energie rinnovabili: una parte della città che sicuramente non è rappresentata da nessuno, credo che le proposte più precise le abbiamo fatte noi''.

Con quali obiettivi si affronta una competizione elettorale in cui la vittoria è così lontana?
''E' ovvio che non mi sono messa nell'impresa avendo una obiettiva speranza di successo, anche se le sorprese non vanno mai escluse. Però volevo dare un contributo, cercare di offrire a questi elettori scontenti una possibilità di avere una candidatura di cui fidarsi''.

Risultato elettorale: il sogno e l'obiettivo realistico.

''L'obiettivo realistico è superare il 3%, che è la soglia per entrare in Consiglio comunale: dalla facilità con cui abbiamo raccolto le firme - siamo stati i primi a presentare la lista - siamo ottimisti. Il sogno: i sondaggi usciti accreditano circa il 10% tra noi e il Movimento Cinque Stelle... Non so, non credo molto ai sondaggi''.
 
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