Martedì, 24 Ottobre 2017
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Soundreef Mens Sana, la conferenza stampa di Gianmarco Tamberi

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gianmarcotamberi''Eccoci qua!'' Prime parole ufficiali in biancoverde dell’aggregato Gianmarco Tamberi, in arte talentuoso primatista dell’atletica e, nei fatti, giocatore di basket mancato.

Davanti a una sala stampa ‘vecchi tempi’ con quattro/cinque testate senesi e altrettante nazionali, il Presidente della Soundreef Mens Sana Guido Bagatta e il forte atleta azzurro alzano il velo su un’operazione che nelle dodici ore precedenti ha vissuto di incerte anticipazioni.

Fiumi di byte sono stati spesi sui social come una sorta di enorme ondata con riflusso di marea. Vale a dire che si è passati dall’indignazione all’ammirazione a seconda di chi battezzava la chat per poi rimanere solo con la curiosità di saperne di più, anche perché nel frattempo un numero crescente di beneinformati aveva scoperto che Gianmarco Tamberi aveva anticipato di un giorno l’arrivo al PalaEstra e già sudava, correva, tirava, schiacciava e prendeva qualche spintone da compagni professionisti che ci avevano messo cinque minuti ad accettarlo nel gruppo.

“Il gruppo – dice Gianmarco in conferenza stampa – è il valore più importante che ha costruito finora coach Griccioli. Sono veramente forti nell’aiutarsi tra loro, e quei diciottenni che corrono a perdifiato e giocano come uomini maturi…. Mah, all’ennesima traversata di campo io ho rischiato di piegarmi a metà coi conati”. In realtà Gianmarco anche stasera qualche ‘cinque’ convinto dai suoi nuovi compagni se lo è meritato quando se ne è andato in cielo per schiacciare e per poi ripetersi in reverse. “Dai, sì – dirà in sala stampa -. Quando sono entrato sul parquet ho detto al coach, non mi guardi i primi quindici tiri, perché sono tutto un tremito per l’emozione. Ora vivo tutto questo come un sogno realizzato”.

Ma andiamo con ordine. Accanto a lui, in conferenza stampa, Guido Bagatta, presidente della Soundreef Mens Sana Siena, lo ha presentatoo ai giornalisti e ha chiarito che in questa partecipazione di un grandissimo atleta che punta alla vetta dei 240 centimetri alle prossime Olimpiadi non c’è nulla di commerciale. Per quanto riguarda la pubblicizzazione invece sì; ci sono delle aspettative, soprattutto di tornare a far parlare di Siena come città del basket, unanimente riconosciuta in campo nazionale e internazionale, così come avvenuto negli anni passati.

Bagatta conosceva Gimbo, sapeva del suo amore per il basket, agli intimi che dialogano con lui su whatsapp infatti si presenta con la palla a spicchi tra le mani. E così è nata nell’idea di coinvolgerlo.

“Già è andata proprio così – conferma Tamberi -, appena ho capito cosa mi proponeva Guido, gli ho detto: aspetta che ti richiamo quando ho smesso di ridere. Anzi non lo so se ti richiamo da qui perché potrei esser già montato in macchina per venire a Siena. Ma che volete, amici? Qui mi è stato offerto un pacchettino con il mio sogno più grande all’interno… E che facevo non lo scartavo?”.

Che Tamberi l’abbia scartato è indubbio, perché stasera parlava già da membro del team. “Sono un atleta serio. Per undici mesi l’anno mi alleno o gareggio al massimo della concentrazione. A settembre, no. Settembre è il mio mese, quello in cui faccio ciò che voglio e forse fo più pratica sportiva che altrove. Quello che conta però è la Mens Sana. Un grazie ai compagni che ci hanno messo cinque minuti ad accettarmi. Non l’avessero fatto mi sarei immediatamente ritirato. Quello che conta, lo ripeto, è la Mens Sana e la preparazione del suo campionato. Io non voglio e non posso essere di intralcio. Un grazie all’allenatore, al Presidente, alla società, a Siena”.

Dov’era Tamberi lo dice Guido Bagatta. Niente lidi esotici per lui, ma surf nell’Atlantico davanti Biarritz. Ha interrotto le sue ferie: “Speravo che mi dicesse di sì, perché non volevo portare un pilota di Formula Uno, o un tennista, che poi si fosse rivelato di vero intralcio per gli allenamenti. Gimbo è anche un grande cestista. Un bravo cestista” – un attimo dopo un’occhiataccia di Tamberi.

A questo punto il valzer delle domande… In che ruolo giochi? A Pistoia quanto starai sul parquet? Come cambiano gli allenamenti fra diversi sport? Perché half-shave? “Perché quando provai a tagliare mezzabarba mi migliorai di dieci centimetri, e allora… Quando giocavo ero play, ma oggi tra questi professionisti è improponibile, forse da esterno posso stare in campo. L’allenatore mi ha assegnato il ruolo di panchinaro e io sono del tutto d’accordo con lui. A Pistoia, se è per me, sogno di fare 55 punti, ma probabilmente farò 55 secondi in campo e mi sta bene. Le differenze tra i due sport sono incommensurabili, in atletica cerchiamo la massima potenza nell’attimo giusto, qui serve una potenza continuata”.

A questo punto arriva l’invito del Presidente ad andare a cambiarsi. L’allenamento sta per cominciare. Un Bagatta soddisfatto: negli sport individuali ci sono grandissimi atleti che potrebbero fare la differenza anche nel gioco di squadra. Questa strada andrebbe tentata con più costanza.
 

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