Venerdì, 14 Dicembre 2018
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Siena Calcio Femminile: addio alla Serie A

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sienacfstemma250"Il Siena calcio femminile ha dovuto rinunciare all'iscrizione alla massima serie, ottenuta solo grazie al sudore, alla fatica, alle serate spese ad allenarsi sui campi di calcio in giro per la provincia di Siena di ragazze che per 12 anni si sono succedute in squadra portando la realtà del calcio femminile dalla serie D alla serie A".  Questo l'inizio del comunicato a firma della vicepresidente della società bianconera, Elena Casi, in merito alla mancata iscrizione alla Serie A.

"Il pensiero - continua la nota del Siena Calcio Femminile
- va a tutte le ragazze che hanno indossato la maglia bianconera, dalla prima all'ultima, che con il capitano Fambrini, rimasta a Siena nonostante i richiami da molteplici società hanno speso tutto sui campi da calcio senesi, affrontando il percorso dalla D alla A con orgoglio ed onore, credendo in Siena, credendo in quella maglia bianconera indossata ogni domenica con entusiasmo e voglia di vittoria.

Non credo purtroppo che i loro colleghi uomini – o almeno non tutti – facciano altrettanto. Solitamente al richiamo di una squadra con più soldi, riposano la maglia in un cassetto e ne vestono subito un'altra come se nulla fosse. Le ragazze bianconere non sono così, quella maglia non l'hanno mai riposta, anzi, spesso se la sono comprata pur di averla in ricordo perchè una realtà come il Siena femminile non poteva neanche permettersi di regalare una maglia ad una giocatrice.

Dalla D alla A e il sogno si infrange. Una storia non a lieto fine che è difficile ed amara da raccontare. In questi anni è stato creato un ottimo settore giovanile con tante bambine pronte un giorno a seguire le orme di capitan Fambrini. E nel frattempo era stata costruita una prima squadra che aveva portato alto il nome di Siena e degli sponsor in giro per tutta Italia, dalla Sardegna a Pordenone. Il tutto condito solo dalla passione, dalla voglia di giocare a pallone, non da contratti faraonici o premi partita.

Giovedì 12 luglio scadeva l'iscrizione per la serie A. I soldi degli sponsor rimasti purtroppo non sono bastati, anche perchè un campionato non è fatto solo dell'iscrizione. Ci sono le trasferte – due al mese in tutta Italia – ci sono gli affitti dei campi perchè una realtà come il Siena femminile, nonostante i dodici anni di attività non dispone ancora di un campo proprio e vede le sue atlete, dalle più piccole alle più grandi allenarsi in tutta la Provincia con enormi sacrifici dei genitori.

La Società ha bussato a innumerevoli porte senza successo. Il momento italiano e quello senese non è certo dei migliori, la città si ritrova senza un Sindaco che lo scorso anno più volte aveva dato l'appoggio alle bianconere. La Banca è stata costretta a tagli inevitiabili, le aziende licenziano i propri operai. Ma forse non si è tenuto conto che una realtà come il calcio femminile, come tutti gli sport minori, poteva dare moltissimo all'economia di una città proprio in questo momento di “crisi”.

La non partecipazione alla Serie A non è dovuta alla sconfitta sui camp
i e questo rammarica ancora di più Perchè le bianconere hanno lottato contro tutti e tutto, contro mille e più difficoltà per ottenere il risultato storico della promozione. Hanno alzato le braccia al cielo cantando a squarciagola “la Verbena” per poi però ritrovarsi senza nulla.

Le bianconere, dalla più piccola alla più grande non si godranno la serie A meritata sul campo. Il calcio femminile con la passione delle atleti senesi poteva rappresentare Siena ai massimi livelli del calcio quando – proprio in questi giorni – si legge solo di un ambiente calcistico pieno di polemiche, calcio scommese, e milioni di euro dati a calciatori. 

Personalmente credevo che Siena fosse pronta a trasmettere messaggi positivi come quello che per esempio danno ragazze che ogni giorno lavorano e poi si ritrovano ad allenarsi al gelo suil campo sino alle 22 per tornare a casa dopo mezzanotte, rinunicando alle serate in discoteca con gli amici. Oppure il messaggio che danno bambine che chiedono ai propri genitori di farle giocare a calcio sapendo che lo faranno per sola e pura passione dle gioco.

Messaggi importanti che andavano colti proprio in questo momento di crisi. Basti pensare che solo con le trasferte il Siena femminile avrebbe dato opportunità di guadagno alla città. Almeno undici squadre sarebbero venute a Siena e qui avrebbero dovuto soggiornare un weekend.

Errori ne sono stati fatti, e oggi parlo solo a nome mio. Un vicepresidente giovane, inesperto del settore che però anche se adesso può sembrare il contrario visto il risultato ci ha messo l'anima e il cuore. Cosi come tante altre persone che da quando lo scorso anno hanno preso in mano il Siena femminile hanno sacrificato tutto, dagli affetti ai giorni liberi per stare vicino a delle ragazze formidabili. Penso alla fisioterapista Valentina Lorenzini che come le ragazze si meritava di poter vedere la squadra in serie A. Sempre presente, nonostante le dodici ore di lavoro giornaliere tra case di riposo e massaggi alle terme, ci ha creduto fino in fondo non lasciando mai sole le bianconere anche in momenti davvero drammatici.

La non iscrizione - conclude la vicepresidente Elena Casi - è una perdita per tutta Siena e gli sport minori colmi di ragazzi e ragazze, di genitori, che per sola e pura passione corrono, saltano e si sfidano sui campi e nei centri sportivi senesi".
 
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