Giovedì, 24 Maggio 2018
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PROVINCIA - TORRITA DI SIENA

Vigilia del Palio dei Somari con la presentazione del panno e gli sbandieratori

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Programma tutto in notturna, si svela finalmente il drappellone di Carrai
“Mi sono ispirato all’arte toscana dei falegnami, fondatori della festa di Torrita”

riccardocarraiSale ancora la tensione che circonda il Palio dei Somari di Torrita di Siena che per il sabato, giorno di vigilia della sfida sul tufo, propone un programma interamente in notturna.

La suggestione del buio, rotto solo da potenti fasci di luce proiettati su Piazza Matteotti, rende ancor più affascinanti e spettacolari i due elementi principali della serata, la presentazione del panno che andrà alla contrada vincitrice della corsa, dipinto quest’anno da Riccardo Carrai, e le sbandierate che vedranno prima in competizione le squadre di sbandieratori e tamburini delle otto contrade e poi l’esibizione degli antichi Castelli di Torrita.

Rimasto finora top secret (come vuole il regolamento della festa) il Palio sarà prima mostrato al pubblico, che dal 2017 può prendere posto sui gradoni che circondano la piazza e consentono una perfetta visuale, e poi sistemato nella Chiesa delle S.S. Flora e Lucilla per la benedizione e la successiva presentazione da parte dell’autore.

Riccardo Carrai, 42 anni, nato proprio a Torrita di Siena (“uno degli ultimi – sottolinea – prima dello spostamento del punto-nascite”), ora residente con la famiglia a Rosia, è stato scelto direttamente da Yuri Cardini, Presidente della Sagra di San Giuseppe.

“Quando Yuri mi ha chiamato – ammette a poche ore dalla scopertura della sua opera – non pensavo assolutamente alla realizzazione del panno. Sono legatissimo a Torrita ed al Palio, ho già collaborato dipingendo tamburi e realizzando una bandiera, ma non avrei immaginato di dover dipingere il drappellone. L’incarico mi ha onorato, ho lavorato con grande impegno, ora attendo solo il momento della presentazione”.

Laureato in Scienze Politiche, proveniente da una lunga esperienza professionale come grafico, Carrai ha sempre coltivato una smisurata passione per il disegno e dal 2015 è impegnato professionalmente come illustratore e pittore.

“Subito dopo aver accettato la commissione mi sono reso conto che, negli anni, avevo già ragionato su possibili palii. Ho quindi messo in ordine le idee e iniziato il lavoro: il formato verticale mi piace ma, nel caso dei drappelloni, si tratta di proporzioni molto spinte che richiedono una progettazione particolare”.

paliosomari2016-pozzoCon quale stato d’animo ha svolto l’incarico e cosa si aspetta dalla serata di presentazione?
“Sono partito – risponde Carrai – con l’idea che si trattasse di un lavori al pari di altri e invece ammetto che mi sono sentito progressivamente caricato di una grossa responsabilità, più grande di quanto pensassi. E’ un lavoro pubblico, che investe un’intera comunità e che va a toccare temi anche molto personali. Quasi superfluo aggiungere quindi che sono molto emozionato”.
Per concludere, sappiamo che non possiamo chiedere anticipazioni sui contenuti dell’opera: ci può rivelare l’idea ispiratrice?

“Volevo trasmettere il senso della festa e delle sue origini – dice l’autore – e ho quindi pensato alle falegnamerie in cui lavoravano i fondatori del Palio e che, per questo, vollero intitolarlo a San Giuseppe. Ecco, il mestiere, le capacità artigianali e artistiche dei toscani, sono elementi del mio palio”.
 
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