Lunedì, 22 luglio 2019
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TOSCANA

Appalti pubblici: il sì di palazzo del Pegaso alla nuova legge regionale

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In Consiglio regionale, su 35 votanti, 23 si sono espressi a favore, 4 contrari e 8 astenuti. Il dibattito con gli interventi dei consiglieri e la replica dell’assessore regionale alla presidenza

consiglioregionale-aula2018Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il testo unificato sull’affidamento dei lavori in materia di appalti pubblici: su 35 votanti, 23 si sono espressi a favore, 4 contrari e 8 astenuti. L’aula di palazzo del Pegaso, approvando un emendamento, ha modificato anche il titolo della legge, per renderlo maggiormente chiaro in relazione al contenuto: “Disposizioni per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori, forniture e servizi. Disposizioni organizzative in materia di procedure di affidamento dei lavori. Modifiche alla legge regionale 38/2007”.

A dare il ‘la’ al dibattito in aula è stato Gabriele Bianchi, convinto che la legge non sia frutto di sinergia e non vada a migliorare la vita dei cittadini. Il consigliere ha affermato che questa azione non aiuta la Toscana e ha messo in guardo rispetto all’incostituzionalità della legge.

Di avviso diametralmente opposto Tommaso Fattori, che ha parlato di una norma positiva, in una azione legislativa più complessa, chiamata a lavorare su due fronti: la reinternalizzazione di servizi oggi esternalizzati e la necessità di attivare tutti gli strumenti utili per disincentivare la giungla dei subappalti.

Di legge che ha sofferto la fatica della condivisione ha parlato Leonardo Marras, dichiarandosi pienamente soddisfatto di un lavoro che mette la Toscana davanti a tutte le altre Regioni. Da qui l’illustrazione dell’ordine del giorno, approvato dall’aula, che impegna la Giunta “a elaborare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, una specifica normativa finalizzata a disciplinare in modo organico gli aspetti dell’economia circolare in riferimento agli appalti pubblici, rendendo quanto più cogenti gli elementi di sostenibilità ambientale da considerare nella valutazione delle offerte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Stefano Baccelli, che si è dichiarato ideologicamente contrario a sorteggi e massimi ribassi, definendoli strumenti patologici del sistema. Da qui il voto convintamente a favore per una legge che non si affida al caso, ma che si basa su scelte discrezionali fondate su regole certe, ammettendo il sorteggio come ipotesi subordinata e privilegiando le imprese toscane.

A chiudere il dibattito in aula l’assessore Vittorio Bugli che, dopo aver parlato dello sforzo sinergico per arrivare a questa normativa, tenendo conto che il mercato degli appalti in Toscana rappresenta il 5 per cento del Pil, si è soffermato su tre pilastri: lavoro, imprese e legalità; la qualità del lavoro significa qualità delle imprese, diritti per i lavoratori e maggiore legalità. Per rispondere a queste priorità, ha concluso Bugli, abbiamo affinato la nostra politica e lavorato su un testo, capace di fornire ai tecnici direttive precise.
 
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