Lunedì, 22 luglio 2019
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TOSCANA

Commercio ambulante: modifiche al codice, sì alla legge regionale

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Licenziato a larga maggioranza con 24 sì, 13 astensioni e nessun voto contrario, l’atto di iniziativa consiliare che modifica il codice del commercio

mercatoXXVaprile650È stata licenziata a larga maggioranza, senza voti contrari, questa mattina, la proposta di legge di iniziativa consiliare, primo firmatario Gianni Anselmi, “Nuove disposizioni in materia di commercio su aree pubbliche” che modifica il codice del commercio ambulante. Sono stati 24 i voti favorevoli e 13 le astensioni.

Pur apprezzando nel complesso l’impianto della legge, la consigliera Luciana Bartolini ha motivato l’astensione del proprio gruppo, esprimendo alcune perplessità sul rinnovo delle concessioni che avrebbe preferito fosse decennale e non dodecennale e sullo spirito delle sanzioni ritenute troppo permissive per chi viola la legge. Nota positiva, invece, per la possibilità di assegnare una percentuale dei posteggi ai giovani in modo da favorire il ricambio generazionale e incrementare l’imprenditorialità giovanile.

Troppa fretta nel varare questa legge ritenuta né comprensibile né ragionata a sufficienza dalla consigliera regionale Irene Galletti e della quale non si sentiva la necessità per colmare una vacatio legis in quanto esiste un regime transitorio. Galletti ha manifestato perplessità verso l’alleggerimento del regime delle sanzioni che, invece, dovrebbero avere più potere dissuasivo. Condivisione, invece, per il reinserimento nel codice del commercio dei requisiti, venuti meno con le norme statali, di onorabilità e professionalità per i venditori ambulanti nel rispetto del principio di uguaglianza e tutela del consumatore. Sul rinnovo di 12 anni, Galletti ritiene che strida con il dettame nazionale di 10 anni.

Condivisione verso una legge che osa e che porta avanti con i tempi è stata espressa da Marco Stella. II vicepresidente del Consiglio regionale vede in modo positivo il rinnovo tacito di 12 anni, ribadendo la sacralità del lavoro di ambulante difficile e faticoso. Stella sottolinea l’importanza che quell’attività sia stata esclusa dalla  Bolkestein (direttiva n. 2006/123/CE). Ricorda inoltre che questo commercio in Toscana vale un giro di affari di un miliardo, conta 700 mercati con oltre 15mila addetti. Un aspetto perfettibile, secondo il consigliere, riguarda l’innovazione ancora poco presente, si poteva inserire la turnazione giovanile per dar loro la possibilità di accedere, attraverso i bandi, in modo gratuito e a rotazione, alle postazioni.

Un atto coerente con una storia di impegno della Regione Toscana su questi temi lo ha definito Marco Niccolai nel ribadire l’importanza di colmare quel vuoto normativo creatosi nelle norme sul commercio ambulante. Per il consigliere era doveroso intervenire a tutela e per dare certezze a un settore ritenuto  parte essenziale non solo del tessuto economico, ma anche dell’identità toscana.

Sensibilità condivisa da parte di tutte le forze politiche verso questo atto e nei confronti di una categoria dal forte valore sociale forse in passato trascurata, è stata sottolineata da Paolo Bambagioni. Il consigliere ha rilevato con soddisfazione che si tratta della prima legge regionale italiana che legifera su un argomento modificato nel 2018 e che non solo recepisce ciò che il governo nazionale ha introdotto ma fa scelte precise come quelle del rinnovo tacito o dell’alleggerimento di alcune sanzioni.

Tra gli aspetti positivi evidenziati da Tommaso Fattori i criteri per l’assegnazione dei nuovi posti per i giovani mentre tra le negatività l’alleggerimento del regime sanzionatorio. Per il consigliere si poteva fare qualche passo in più, ad esempio prevedere una premialità per gli ambulanti storici, legata anche alla qualità, privilegiando i prodotti artigianali, a chilometri zero così da prevenire fenomeni di degenerazione e di perdita qualitativa.

Una legge che cerca di portarsi avanti e che dà risposte ai lavoratori in attesa di certezze, secondo Monica Pecori, che esprime un giudizio nel complesso positivo anche sul regime sanzionatorio.

Anche Paolo Marcheschi ritiene l’atto un tentativo di dare certezze a un settore. L’urgenza effettiva, per il consigliere, era riassumibile in tre punti: l’adeguamento alla normativa nazionale con l’esclusione degli ambulanti dalla Bolkestein, usare una linea di indirizzo univoca per i bandi e l’assegnazione ai Comuni e chiarire l’applicazione delle sanzioni.

A chiudere il dibattito l’intervento del presidente della commissione Sviluppo economico, Gianni Anselmi, che ha ribadito l’importanza della buona concertazione nel percorso di approfondimento e analisi verso la legge ispirata a quell’idea di commercio vivo e vitale che anima i nostri centri. Anselmi ha ribadito la necessità e l’urgenza di un intervento normativo che colma un vuoto. Il presidente spiega che la celerità era necessaria, tra l’altro, per evitare che i requisiti di onorabilità e professionalità, venuti meno con le norme statali, restassero inapplicati ai venditori ambulanti e per dare ai Comuni criteri per l’assegnazione dei posti vacanti.

Anselmi ha ribadito che si tratta della prima proposta di legge che un Consiglio regionale assume in questo settore, fatta con la convinzione che la qualità dei mercati transiti dalle certezze date agli operatori.

Infine, sulle risorse il consigliere regionale ha ricordato che con la Giunta in bilancio sono stati messi 600 mila euro per i luoghi del commercio, intesi anche come le aree mercatali. 
 
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