Lunedì, 11 novembre 2019
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TOSCANA

Consiglio Regionale, Cyberbullismo: no all’uso dei cellulari nelle scuole

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Approvata una mozione, presentata da Maurizio Marchetti (Forza Italia). L’atto è stato votato a maggioranza, con l’astensione del gruppo Pd

smartphone-scuolaPromuovere nelle scuole della Toscana percorsi formativi sull’utilizzo consapevole dei dispositivi digitali, per contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. L’impegno viene chiesto alla Giunta regionale in una mozione, presentata da Maurizio Marchetti (Forza Italia), che è stata approvata questa mattina, mercoledì 29 maggio, in Consiglio regionale. Nell’atto si chiede, come ha spiegato Marchetti illustrandolo, “di incentivare il divieto di utilizzo dei cellulari e di altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli studenti nelle scuole primarie e di promuovere, attraverso momenti di formazione e confronto, la cooperazione scuola-famiglia per l’educazione dei giovani all’uso consapevole dei dispositivi digitali”.

La mozione è passata a maggioranza, con l’astensione del gruppo Pd. Ilaria Giovannetti (Pd), aveva infatti chiesto a Marchetti di ritirare la mozione perché è in dirittura di arrivo una legge da lei presentata, “dopo un lungo lavoro assieme al Parlamento degli studenti” e di rimandare dunque a quella sede “una discussione più approfondita e costruttiva”; ma il consigliere di Forza Italia ha ritenuto di farla comunque votare, “visto che la mozione esprime concetti sereni e tranquilli che certo non entrano in contrasto con future leggi”.

Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha detto che “nella mozione il tema è stato affrontato in maniera un po’ semplicistica” e che impedire l’uso dei cellulare a scuola non può ottenere grandi risultati, in un momento in cui sono per primi i genitori, iper ansiosi, a volere tenere sempre sotto controllo i figli.
 
Anche secondo Serena Spinelli (Art. 1-Mdp) “un tema così complesso non può essere risolto con una mozione, tanti progetti ricadono interamente sulle spalle delle scuole e non possono essere svolti e non producono effetti. Ci vuole la capacità di normare in maniera strutturata su una questione che non riguarda solo il tempo passato a scuola”.

Andrea Quartini (M5S) ha invitato a fare “un approfondimento serio della questione nelle commissioni competenti”.
 
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