Martedì, 26 maggio 2020
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TOSCANA

Sicurezza urbana: via libera alla legge della Toscana

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Il Consiglio regionale approva il testo a maggioranza

consiglioregionale aula650Il Consiglio regionale ha approvato la legge sulla sicurezza urbana e la polizia locale con 23 voti favorevoli, 8 voti contrari e 5 astensioni.

“Ogni volta che si parla di sicurezza, credo che tutte le forze politiche debbano evitare di affrontare questi temi in termini ideologici, ma valutare nel merito le questioni poste – ha rilevato Stefano Scaramelli (Italia Viva), intervenendo per dichiarazione di voto - La sicurezza non è di destra né di sinistra, ma riguarda tutti i cittadini, specie i più deboli, che sentono più di altri la fragilità oggettiva di una società complessa”. A suo parere è “una legge scritta bene”, migliorata dal dibattito, che può “farci fare un salto in avanti”.

“Sul tema della sicurezza la Toscana, a differenza delle altre regioni, ha fatto veramente tanto. Lo ha fatto anche se questo non rientrava nelle sue competenze dirette e da un punto di vista preciso: quello di chi vuole migliorare le condizioni di vita della comunità, combattendo il degrado prima di assumere orientamenti repressivi – ha affermato Leonardo Marras, capogruppo Pd – Un complesso di iniziative coordinate, messe in campo dall’assessore Bugli su tutto il territorio regionale, senza distinzione di maggioranze, in collaborazione con le prefetture, per la riconquista di spazi pubblici, la promozione di attività commerciali in aree che avevano perso identità sociale, di strumenti tecnologici messi a disposizione di tutte le forze dell’ordine. Un punto di vista che è stato vincente”.

“Ci sono molti aspetti di questa legge che ci trovano favorevoli, ma ci sono criticità, che ancora non sono ben valutabili senza un regolamento attuativo – ha osservato Irene Galletti (M5S) – Ad esempio la sicurezza partecipata, che affonda nella cultura solidaristica del nostro paese, che si è perduta nelle grandi città, ma sopravvive nei borghi”. A suo parere molto dipenderà dalle risorse a disposizione degli operatori, sia finanziarie, sia in termini di aggiornamento professionale. Per questo ha annunciato voto di astensione.

Voto di astensione è stato annunciato anche da Monica Pecori (Gruppo misto), perplessa sulla sicurezza partecipata e sull’articolo 19, che prevede la possibilità di utilizzo dei tender da parte della polizia municipale.

Analoga la posizione di Tommaso Fattori (Sì -Toscana a sinistra). “Ci convince l’impianto della legge, che non è animata dall’ideologia dello sceriffo, che farebbe fare alla polizia municipale quello che già fanno polizia di stato e carabinieri – ha dichiarato - Sono state accolte le nostre proposte sulla sicurezza psicofisica degli operatori e sulla custodia delle armi al termine del servizio, contenute nella nostra proposta di legge. Rimangono alcune perplessità sulla sicurezza partecipata”.

Con l’approvazione della legge sono decadute le altre tre proposte legislative sullo stesso tema, presentate da Paolo Marcheschi (FdI), da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì – Toscana a sinistra), dai consiglieri della Lega.

L’aula ha anche approvato, con voto favorevole a maggioranza, un ordine del giorno collegato alla proposta di legge sulla sicurezza urbana. L’atto, a firma di Leonardo Marras (Pd), impegna la Giunta regionale a “valutare le modalità più efficaci per tenere in considerazione e valorizzare il contributo proveniente dalle principali associazioni professionali della polizia locale presenti in Toscana, con particolare riferimento agli aspetti inerenti l’attuazione della proposta in oggetto, comprese le tematiche che saranno trattate all’interno dei regolamenti regionali di prossima emanazione”. Come ha spiegato Marras illustrando l’atto all’aula, infatti, “è opportuno ascoltare le associazioni professionali che sono nate per rappresentare la polizia locale, con l’intento di tutelarne gli interessi e migliorare organizzazione e condizioni di lavoro”.

Un altro ordine del giorno, poi ritirato e che sarà ripresentato eventualmente come mozione nelle prossime sedute, ha provocato un lungo dibattito e una breve sospensione dei lavori. A presentarlo Massimo Baldi di Italia Viva. L’atto impegnava ad approvare disposizioni per gli enti locali relative all’utilizzo di istituti di vigilanza privata, a integrazione delle funzioni di vigilanza della polizia locale, a prevedere delle specifiche direttive per gli enti locali relative alle attività di Street Tutor e a valutare se istituire un fondo per gli oneri di difesa nei procedimenti a carico degli addetti di polizia locale. Mentre i gruppi di centrodestra hanno annunciato voto favorevole all’atto e il capogruppo del Pd Leonardo Marras ha sollecitato “una lettura laica del testo, perché per alcuni eventi si può ragionare sull’apertura ai privati”, Sì Toscana a Sinistra, Serena Spinelli e Monica Pecori del Gruppo Misto, M5S (con l’eccezione di Gabriele Bianchi che ha annunciato astensione) si sono detti fortemente contrari, giudicando inaccettabile che la funzione della sicurezza venga affidata a forze private e pagata con soldi pubblici.
 
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