Lunedì, 21 Gennaio 2019
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Le ferrovie di ieri, oggi e domani in un convegno nazionale al Santa Maria della Scala

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L’appuntamento è stato promosso dalla Confederazione Mobilità Dolce per lanciare la Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate di domenica 2 marzo
Dalle politiche turistiche e di salvaguardia del territorio, Siena raccoglie la sfida per il viaggio lento

trenovapore-macchinista450vUna riflessione sul passato, il presente e il futuro delle linee ferroviarie italiane, con contributi interdisciplinari, la partecipazione delle principali associazioni nazionali del settore e rappresentanti istituzionali.

E’ stato questo il senso del convegno “Le ferrovie delle meraviglie: ieri, oggi, domani”, promosso dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co.mo.do.) e svoltosi oggi al Santa Maria della Scala per lanciare la settima edizione della “Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate”, in programma domenica prossima, 2 marzo, con una serie di iniziative e manifestazioni in tutto il Paese per sensibilizzare sul recupero e la valorizzazione dei tracciati ferroviari minori.

Presenti all’appuntamento senese l’assessore ai trasporti Stefano Maggi, la collega al turismo Sonia Pallai, l’assessore al turismo dell’amministrazione provinciale Anna Maria Betti, Massimo Bottini Presidente di Co.mo.do, Luciano Pilotti, docente in Management all’università di Milano, Luigi Cantamessa direttore della Fondazione Fs italiane e l’urbanista Albano Marcarini.

"Il nostro territorio – ha aperto l’assessore al Turismo, Sonia Pallai –, icona a livello internazionale di bellezza paesaggistica e qualità della vita, pare strutturalmente vocato a essere visitato e conosciuto attraverso queste modalità di fruizione intelligenti e rispettose dell’ambiente, che immergono il turista in un’esperienza sensoriale più approfondita e generano maggiori benefici a livello di indotto economico sul tessuto economico locale. Il convegno di oggi si colloca, perfettamente, all’interno della progettualità dell’amministrazione comunale".

Come ha, infatti, spiegato Bottini, Co.mo.do è la piattaforma di tutte le associazioni che si occupano di mobilità dolce dove i viaggiatori sono i protagonisti di questo stile di vita che a  Siena trova peculiarità essenziali, perché è nell’isolamento (niente alta velocità e autostrada), l’elemento che l’ha resa nota "ed è dal suo territorio che possiamo prendere esempio".

Un isolamento che, nel tempo, come ha evidenziato Anna Maria Betti, si è trasformato in "una grande opportunità per il nostro territorio. Nella crisi attuale di modelli e paradigmi, emergono gli esempi di sostenibilità e qualità della vita delle nostre realtà, le “Terre di Siena”: 36 Comuni, le nostre “perle”, e 4 siti UNESCO che ci obbligano a guardare con una responsabilità oggettiva. Ecco, quindi, che le ferrovie abbandonate, i sentieri e tutta la viabilità minore consentono di mantenere il legame, tra città, paesi, parchi. Per andare, piano, piano incontro alla bellezza, recuperando gli elementi di un viaggio che dà l’opportunità di conoscere l’identità dei luoghi e delle persone".

Adesso la scommessa sta, proprio, nel recuperare migliaia di chilometri di linee ancora percorribili che, per Cantamessa, potrebbero produrre impatti economici di rilievo per luoghi di interesse, ma fuori dall’attuale circuito ferroviario. "Per fare questo è necessario l’impegno della politica".

Se Siena è stata scelta per ospitare questo importante convegno sicuramente si deve, ha sottolineato l’assessore Stefano Maggi, "al grande successo del Treno Natura, considerata la maggiore esperienza di treni storico-turistici attiva in Italia, giunta alla XIX edizione. Un anello, articolato per 140 km sulla Ferrovia Val d’Orcia, che segue il corso dei fiumi e lambisce suggestivi centri medioevali, consentendo di far conoscere eccellenze produttive come il vino, l’olio, il tartufo, i funghi e le castagne". Maggi ha, quindi, proseguito l’intervento con un excursus storico sulla rete ferroviaria nazionale: "Littorine e locomotive hanno contribuito alla storia nazionale e vanno mantenute in un complessivo progetto di valorizzazione del territorio, perché il treno storico garantisce un viaggio lento ma educativo, un'esperienza sensoriale". Ma, per riattivare certi percorsi e rimettere in moto certi treni, in questo periodo di grandi ristrettezze economiche "vanno coinvolte le istituzioni: Enti locali e Regione devono fare rete. Il XX secolo, durante il quale abbiamo costruito tante strade, adesso è finito. Ora, tutte le volte che è possibile, dobbiamo lasciare a casa la macchina e ripensare al trasporto pubblico. Dobbiamo ripensare alle ferrovie e contestualizzarle alle necessità e bisogni del presente". Una slow (e)motion con funzioni eco-sistemica, come affermato da Luciano Pilotti, che consenta di valorizzare il nostro Paese.

Parte, così, da Siena la sfida per delineare una nuova figura: il post turista. Le iniziative già attivate dal Comune, e i progetti in cantiere, sono proprio incentrati nella costruzione di un valore esperienziale in grado di trattenere i visitatori. Perché, se nel concetto di viaggio nell’Ottocento c’era la destinazione, oggi l’obiettivo è il viaggio stesso.
 
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