Mercoledì, 24 aprile 2019
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UNIVERSITA'

Continua la sperimentazione del farmaco antitumorale TSPP, grazie all’accordo tra Università di Siena e associazione ARCO di Reggio Calabria

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L’associazione di familiari di pazienti finanzierà e promuoverà il brevetto dell’Ateneo
Risultati incoraggianti nella prima fase della sperimentazione clinica, si passa alla fase 2

antitumorolatspp-gruppo2019La ricerca su una cura antitumorale che ha già iniziato la sperimentazione clinica con risultati promettenti  potrà continuare, grazie ad un accordo tra l’Università di Siena e l’associazione ARCO di Reggio Calabria.

È la prima volta che un’associazione di familiari di pazienti oncologici contribuisce a finanziare un brevetto, contribuendo così attivamente alla sperimentazione clinica e allo sviluppo di un farmaco.
Il prodotto TSPP (Thymidylate synthase poly-epitope peptide) è un farmaco biologico della classe dei vaccini antitumorali, che agisce favorendo una risposta immune verso le cellule tumorali, creato alcuni anni fa nei laboratori dell’Università di Siena e dell’Azienda ospedaliero universitaria senese, principalmente dal dottor Pierpaolo Correale e dalla professoressa Mariagrazia Cusi, in collaborazione con il professor Luigi Pirtoli, e brevettato dall’Ateneo.

Il prodotto è già stato sperimentato in una prima fase su 52 pazienti, di cui 42 affetti da cancro del colon-retto ad uno stadio avanzato, con buoni risultati. Gli esiti della sperimentazione clinica sono stati pubblicati a più riprese.  L’articolo più recente è pubblicato sulla rivista scientifica “Oncotarget” nel 2018, firmato dai principali autori dello studio, Correale e Cusi, insieme a numerosi colleghi dell’Università di Siena e dell’Azienda ospedaliero universitaria senese.

La fase 2 della sperimentazione permetterà di valutare il prodotto su un numero maggiore di pazienti, focalizzandosi sui tumori colorettali, dando così risultati più certi sulla sua efficacia.
“Questa terapia può rappresentare una speranza in più per chi soffre di questa grave patologia, in quanto permette di migliorare la qualità della vita dei pazienti e rallentare la progressione della malattia, con un sostanziale prolungamento della sopravvivenza. Inoltre, già nella prima sperimentazione abbiamo osservato in alcuni casi la regressione del tumore” – spiegano i ricercatori. “E’ dunque molto importante che si possa finanziare la fase 2 di sperimentazione, per una valutazione obiettiva dell’efficacia di questo prodotto in campo oncologico, al fine dello sviluppo clinico e industriale”.

I rappresentanti dell’Università di Siena e dell’associazione ARCO si sono incontrati stamattina per la firma dell’accordo, promosso dal Liaison Office di Ateneo, che concede all’associazione un’opzione di due anni sul brevetto, per finanziarlo e promuoverlo nella sperimentazione clinica e contribuire a svilupparlo ulteriormente per proporlo sul mercato.

Grazie al dottor Correale, che è attualmente direttore dell’Unità operativa di oncologia dell’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, e all’associazione ARCO che opera a Reggio Calabria, la fase 2 della sperimentazione avverrà su pazienti ricoverati in Calabria e in altri centri che aderirranno, mentre l’analisi  dei risultati sarà svolta in collaborazione con l’Università di Siena.

Stamattina all’incontro il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati hanno partecipato il presidente dell’associazione ARCO Francesco Provenzano, Pierpaolo Correale, direttore dell’Unità operativa di oncologia dell’ospedale metropolitano di Reggio Calabria, la professoressa Maria Grazia Cusi, microbiologa del dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena, il professor Luigi Pirtoli dell’Università di Siena, già direttore del dipartimento oncologico dell’Azienda ospedaliero universitaria senese.
 
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