Mercoledì, 20 novembre 2019
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UNIVERSITA'

Parte all’Università di Siena il progetto di ''smart working''

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Più flessibilità nell’organizzazione del lavoro per conciliare vita professionale e esigenze personali
30 posizioni di lavoro agile attivate per il primo anno di sperimentazione

universita-rettoratoDSC_1638_650Aumentare il benessere organizzativo, venendo incontro alle esigenze personali e familiari del lavoratore nell’ottica di una migliore conciliazione tra vita privata e lavorativa, e sviluppare la qualità dei servizi attraverso un’organizzazione del lavoro più razionale: sono questi gli obiettivi del nuovo progetto di lavoro agile o “smart working” partito in via sperimentale all’Università di Siena.

Lo “smart working” è una modalità di lavoro flessibile che consentirà al personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo di svolgere, su richiesta, l’attività lavorativa con meno vincoli legati alla postazione e agli orari di lavoro, centrata maggiormente sul conseguimento degli obiettivi concordati.

“Per lavorare bene – afferma il rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati - occorre serenità e benessere, sia nella vita lavorativa che in quella personale. Per questo vogliamo offrire al nostro personale l’opportunità di organizzare il proprio lavoro con modalità flessibili, che possano venire incontro a esigenze particolari e rendere più semplice affrontare le piccole difficoltà quotidiane. Le nuove tecnologie permettono di superare il concetto classico di postazione di lavoro e lo smart working può rappresentare uno strumento per gestire la vita professionale con maggiore efficacia e flessibilità”.

“Siamo orgogliosi  di far partire questo progetto - ha aggiunto il direttore generale dell’Ateneo, Emanuele Fidora - a cui tengo particolarmente: l’Università di Siena con questa sperimentazione si allinea alle realtà lavorative più avanzate nell’organizzazione del lavoro. Il nostro obiettivo è arrivare in tre anni all’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte di almeno il 10% del personale, investendo su una visione della professione moderna, basata su obiettivi e risultati misurabili, appagante per il personale e efficiente per l’amministrazione”.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione, il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG) e le Rappresentanze Sindacali di Ateneo e va nella direzione già sollecitata dalle normative nazionali (Legge n. 124/2015 "Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle Amministrazioni Pubbliche", e la Legge 81/2017 che definisce le modalità della prestazione del "Lavoro Agile”). Coinvolgerà nel corso triennio 2019/2021 circa 90 dipendenti.

“Il Comitato Unico di Garanzia – spiega Maria Teresa Ferraro, presidente del CUG - con l’elaborazione del Piano di Azioni Positive, documento programmatico contenente azioni e progetti mirati a riequilibrare eventuali situazioni di disparità di condizioni fra uomini e donne che lavorano all'interno di un ente, ha voluto porre l’attenzione anche a quelle iniziative che possano favorire una diversa organizzazione del lavoro al fine di coniugare vita familiare e lavorativa. Questo progetto sperimentale rappresenta fattivamente un’iniziativa tesa all'equilibrio tra vita professionale e vita privata dei lavoratori dell’Ateneo, garantendo l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa attraverso la valorizzazione delle risorse umane”.

La modalità agile di lavoro ha la durata di un anno e prevede la possibilità per il dipendente di lavorare fuori sede 1 o 2 giorni alla settimana, scegliendo luogo e strumenti di connessione. Nel primo anno di sperimentazione saranno 30 le posizioni di smart working attivate, alle quali potrà accedere tutto il personale tecnico-amministrativo contrattualizzato di qualsiasi posizione, secondo le modalità pubblicate nel bando in scadenza il prossimo 31 ottobre (https://www.unisi.it/ateneo/lavorare-unisi/servizi-utili/lavoro-agile).
 
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