Lunedì, 6 dicembre 2021
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PROVINCIA

Libriamoci, a Chiusi l'ultimo appuntamento con protagonisti i profughi della Libia

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libia-profughi450L’ultimo appuntamento di Libriamoci, sabato 28 gennaio alle 17, nella saletta del teatro di Chiusi, vede protagonisti i giovani profughi della Libia, transitati dal centro di Manduria. Un luogo che è il soggetto di un libro fotografico, Liberté curato da Fulvio Colucci, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. A introdurre la presentazione di questo lavoro sarà Lorella Dapporto, del centro documentazione Città di Arezzo (associazione culturale tra i cui soci figurano l’Unesco e la Ong Oxfam). Saranno presenti, inoltre, l’assessore al Sistema Chiusipromozione Chiara Lanari e quello alla Qualità della vita Andrea Micheletti. Ma soprattutto, ci saranno gli otto giovani africani che, sbarcati a Lampedusa fuggendo dalla Libia in rivolta, hanno soggiornato nella tendopoli di Manduria, prima di approdare ormai molti mesi fa a Chiusi, ospiti della Misericordia. Ragazzi che - spiega il Comune di Chiusi - si sono integrati, e subito resi disponibili. Ad esempio, hanno lavorato alla realizzazione dei kit con i sacchetti per la raccolta differenziata, da distribuire ai cittadini.

Liberté è un racconto in cammino. Nato nei giorni della polvere e dell’indignazione, della rabbia e del coraggio, della paura, delle sassaiole, dell’attesa, dell’ansia di rimanere reclusi o rimpatriare… È memoria che affiora. È un libro di amore, nato dall’amore. Per raccontare, ricordare non dimenticare. Ma Liberté , realizzato insieme alla fotografa Roberta Trani, è anche l’emblema di una questione di stridente attualità come l’immigrazione. “Quando la Terra si fa stretta” come dice Pino Scaccia nella prefazione” –  è l’occasione per parlare di storia e dare voce alle storie – come quelle dei ragazzi africani ospiti a Chiusi – ed è infine un modo per parlare di accoglienza e immigrazione: di presente e di futuro.

Questo filo conduttore ha caratterizzato, oggi, anche il dibattito che si è svolto alla multisala Clev, alla presenza del sindaco Stefano Scaramelli e degli stessi profughi, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. L’evento, nel Giorno della Memoria, organizzato dalle scuole insieme al  Comune di Chiusi, ha visto la proiezione riservata agli studenti delle secondarie superiori e inferiori del film Vento di primavera, regia di Rose Bosch, del 2011. Oggi c’è un’altra opportunità aperta a tutti i cittadini per testimoniare i disagi di una guerra, ma anche valori in contrasto, come quelli della solidarietà e dell’accoglienza. “Sono incontri significativi – osserva l’assessore alla Qualità della vita Andrea Micheletti – per creare una società solidale. Le situazioni sono diverse dalle vicende dei campi di concentramento nazisti, ma il contesto di violenze e inciviltà rappresenta un filo conduttore comune, da combattere. Lo facciamo sensibilizzando i nostri ragazzi e tutti i cittadini di Chiusi”.
 
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