Domenica, 5 dicembre 2021
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PROVINCIA

Valdichiana: le politiche di bilancio si condividono a livello di area

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Otto settori di intervento, dalla lotta all’evasione alle soglie di esenzione
Un patto tra l’Unione e le parti sociali incentrato su welfare e lavoro

unionecomunivaldichianasenese-logoLa Valdichiana senese detta una linea di sviluppo sostenibile non solo da punto di vista ambientale ma anche da quello sociale, diventato improvvisamente elemento delicato dopo decenni di equilibrio e benessere diffuso. E lo fa impegnandosi ad applicare, nei bilanci dei nove Comuni che la compongono, le linee programmatiche con le parti sociali.

E’ il risultato di un accordo raggiunto dall’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, in rappresentanza delle Amministrazioni Comunali di Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena e Trequanda, con le organizzazioni sindacali confederali e dei pensionati di CGIL e CISL e con le associazioni di categoria del commercio.

Ed è la prima volta che un’intera area come la Valdichiana concorda le linee programmatiche delle politiche di bilancio degli Enti Locali con le parti sociali, dando vita ad un vero e proprio “patto” che non si limita ad esprimere principi ma individua i problemi e ne indica le soluzioni.

Il “patto”, sottoscritto per l’Unione dal Presidente Andrea Rossi, dopo essere stato seguito nella sua concertazione con le parti sociali da Fabio Di Meo, Sindaco di Cetona, dovrà essere ritenuto prioritario dai nove Comuni all’atto della redazione dei rispettivi bilanci di previsione; ma è considerato anche il primo atto per il raggiungimento di ben più ambiziosi obiettivi di area.

Nel testo vengono indicati otto settori prioritari di intervento che sono la lotta all’evasione fiscale, la pressione fiscale, l’IMU, la TARES, i servizi comunali ai cittadini, la soglia reddituale di esenzione, i servizi associati e le Residenze Sociali Assistite.

Tutte le scelte che saranno compiute in questi campi dovranno uniformarsi ad un obiettivo che le parti indicano come primario e cioè il sostegno e l’incentivazione alla crescita economica contemperata con la difesa delle categorie sociali più disagiate.

“Il patto con le parti sociali precorre gli accordi che saranno raggiunti a livello comunale – dichiara Andrea Rossi, Presidente dell’Unione e Sindaco di Montepulciano – ma è un vero e proprio atto di indirizzo al quale i nove bilanci si uniformeranno per dare omogeneità all’amministrazione dell’area”. “In questo modo l’imposizione fiscale ed il welfare saranno omogenei in un’area omogenea, una sorta di banco di prova prima di perseguire un obiettivo più alto e cioè l’unificazione delle tariffe e dei servizi. Si va quindi ben oltre il cosiddetto campanilismo, le resistenze localistiche, ecc. – conclude Rossi – questo è un atto che valorizza il ruolo dei Comuni e da un segnale di forte compattezza, anche politica”.

 

“Adottando una semplificazione, direi che questo Patto nasce dalla presa di coscienza che nella tempesta della crisi siamo davvero tutti sulla stessa barca, Comuni e parti sociali. Non c'è benessere da distribuire, ma malessere da sconfiggere insieme” afferma il Sindaco di Cetona Fabio Di Meo. “Cosa fare è chiaro a tutti, bisogna lavorare concretamente per capire come. Qui si tratta di mettere le istituzioni accanto alle attività economiche e produttive per tutelare e garantire il lavoro di dipendenti e imprenditori, e accanto ai cittadini più bisognosi per assisterli nella loro indigenza. Su questo non poteva esserci contrattazione, ma solo unità di intenti, e così è stato”.

L’esame del documento consente di “leggere” un concreto impegno delle Amministrazioni nella lotta, per esempio, al lavoro nero e all’evasione dei tributi locali operando di concerto con le Istituzioni statali preposte a queste stesse attività. Nel campo della pressione fiscale e delle diverse imposte ricorre il tema dell’equità da perseguire introducendo soglie di esenzione e progressività dei gravami, nonché correzioni locali delle distorsioni dei carichi fiscali sulle famiglie e sulle attività economiche e commerciali, derivanti da normative statali spesso lacunose o addirittura tecnicamente del tutto sfasate.

Si esprime l’intenzione di ripensare il sistema complessivo dei servizi comunali: in primo luogo attraverso una ricognizione complessiva che parta da un concetto di “servizi” adeguato ai tempi, ovvero considerando tra essi sia quelli sociali in senso stretto che quelli più genericamente definibili “al cittadino”, vedi il sostegno all'associazionismo o i servizi culturali. In secondo luogo assumendo una visione d'area, territoriale, delle modalità organizzative, con due processi paralleli di centralizzazione gestionale, e di decentramento erogativo. Si gestisce in un solo luogo centrale, si eroga puntualmente su tutto il territorio, vicino al cittadino.

Ed è poi in materia di soglia di esenzione che il patto esprime uno dei passaggi più impegnativi quando si propone cioè di individuare un livello reddituale unico al di sotto del quale tutti i Comuni della Valdichiana si adoperino per garantire la gratuità dei servizi.

Il “patto” affronta poi il tema dell'associazione delle funzioni dei Comuni indicandola come una priorità assoluta, portatrice di risparmi economici e incrementi di efficienza, da perseguire andando al di là di ogni campanilismo e di ogni resistenza corporativa.

Infine, in materia di residenze assistite, si annuncia la ripresa di un lavoro di monitoraggio presso la Società della Salute sulle modalità dei servizi erogati, i loro costi e la strutturazione del personale per giungere ad una omogeneizzazione delle rette.
 
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