Domenica, 28 novembre 2021
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SIENA

Cerimonia in ricordo dei Carabinieri Forziero e Campanile uccisi a Siena 29 anni fa

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forziero-campanile-rilieviDomani, sabato 1 giugno alle ore 10.00, presenti le maggiori autorità provinciali, i carabinieri di Siena commemoreranno nell’anniversario della loro morte, Mario Forziero e Nicola Campanile, i due militari dell’Arma assassinati 29 anni fa in pieno centro cittadino.

Secondo tradizione consolidata, alla cerimonia religiosa officiata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Toscana” Don Mauro Tramontano nella chiesa di San Girolamo in Campansi, seguirà la deposizione di due corone d’alloro sul luogo dell’eccidio.

La tragedia si compiva alle tredici e trenta dell'1 giugno 1990. Vicino a piazza della Lizza, sotto un sole cocente, mentre nel vicino palazzo di giustizia continuava il solito via vai di persone. Tre colpi di pistola sparati da breve distanza uccidevano i carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile. Ammazzati da Sergio Cosimini, 27 anni, fiorentino. I due militari lo avevano fermato mentre percorreva contromano su un ciclomotore via dei Gazzani. I due militari sopresi da quella reazione eccessiva e imprevedibile morivano pochi minuti dopo in ospedale. Non avrebbero mai potuto prevedere questo epilogo in una tranquilla giornata di una città tranquilla. Il loro sacrificio susciterà emozioni forti nella civilissima città di Siena. Il rumore dei colpi era rimbalzato sulle mura secolari del centro storico. La gente si era precipitata sul posto e aveva visto i militari rantolare. Alla centrale operativa dei Carabinieri già erano in allarme perché i due colleghi non rispondevano alle chiamate.

commemorazione carabinieri campanile e forziero 1 giugno 2018 (37)Due vigili urbani si mettevano alle costole del giovane e lanciavano a loro volta l'allarme via radio. Cosimini svicolava, cercava di eclissarsi. In fondo a via dei Fruschelli, a cinquecento metri da dove Campanile e Forziero stavano morendo, trovava un gruppo di turisti che saliva su un pullman. Cercava di mescolarsi nel mucchio, ma una pattuglia della Polizia lo raggiungeva. Gli agenti lo afferravano. Cosimini era stravolto, aveva occhi spiritati, forse non si rendeva nemmeno conto di quello che aveva fatto. Lo riportava alla realtà la ressa minacciosa che gli si stringeva intorno. La notizia dell'omicidio dei due carabinieri era scivolata rapida per il centro di Siena scuotendo la gente, svegliando rabbia e rancore. I poliziotti infilavano a forza Cosimini nella loro volante per raggiungere la Questura, evitando la folla minacciosa che si andava accalcando attorno all’omicida.
 
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